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Evento sismico: perdita di appoggio travi

Perdita di appoggio travi – pilastro durante il terremoto.

Il fenomeno probabilmente più frequente che si può riscontrare su un edificio industriale prefabbricato è la perdita di appoggio e/o il ribaltamento delle capriate nei confronti degli elementi di supporto verticali, vale a dire i pilastri.

Questo fenomeno, nella maggior parte dei casi, è dovuto alla carenza (se non alla completa assenza) di dispositivi di tipo meccanico che vincolino gli spostamenti e le rotazioni dei due elementi strutturali tra loro.

Osservando i recenti sinistri (basti pensare ai capannoni sottoposti ai terremoti avvenuti in Emilia) si è potuto osservare che la trasmissione delle forze orizzontali, nel collegamento capriata-pilastro, viene spesso affidata al solo attrito dei materiali che costituiscono la capriata e il pilastro.

Durante un evento sismico si generano i più alti valori di forze nel piano orizzontale di contatto tra le capriate e i pilastri e una riduzione delle forze verticali, rendendo insufficiente il solo attrito alla trasmissione delle forze sismiche.

Come evitare il ribaltamento delle travi?

La soluzione consiste nell’applicazione di dispositivi meccanici di collegamento tra pilastro e capriata.

Ciò in modo che siano permesse nel piano della capriata le rotazioni, ma che, allo stesso tempo, siano interdetti gli spostamenti ed il ribaltamento della capriata dalla sua sede.

I tecnici Sial Safety dedicati al progetto Sicursisma hanno inoltre le competenze per dimensionare in maniera adeguata gli ancoranti necessari al fissaggio di questi dispositivi alla struttura portante.

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Criticità sismica prefabbricati industriali

Criticità sismica dei pannelli perimetrali in prefabbricati industriali

Un aspetto troppo spesso poco indagato, parlando di criticità sismica degli edifici prefabbricati ad uso industriale, riguarda il collegamento dei pannelli di chiusura perimetrali agli elementi strutturali.

Infatti i per tali elementi le connessioni generalmente predisposte non sono compatibili con gli spostamenti indotti da una eventuale sollecitazione sismica. La pericolosa conseguenza di ciò è, in caso di terremoto, il verificarsi della rottura di questi collegamenti che provoca il rovesciamento ed il crollo dei pannelli di tamponamento.

Ma come migliorare dal punto di vista sismico collegamenti tra i pannelli di facciata e i pilastri?

Miglioramento sismico dei pannelli di tamponamento

I professionisti del settore concordano nel ritenere preferibile l’adozione di dispositivi di connessione e di ritenuta anti-ribaltamento che non limitino gli spostamenti della struttura portante.

I dispositivi antisismici di connessione tra elementi strutturali brevettati da Sial Safety (brevetto N. 102016000087913) vantano questi requisiti in quanto:

  • impediscono il ribaltamento del pannello;
  • consentono la traslazione relativa tra pannello e struttura;
  • non “contrastano” in maniera rigida gli spostamenti generati dal terremoto;
  • consentono alle deformazioni di “fluire” attraverso l’edificio senza amplificare le sollecitazione in maniera distruttiva per la struttura.

I dispositivi per l’adeguamento sismico progettati e fabbricati da Sial Safety® all’interno del progetto Sicursisma rappresentano la soluzione definitiva e non invasiva.

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Valutazione del rischio sismico: obbligo per il datore di lavoro?

Valutazione del rischio sismico, un obbligo per il datore di lavoro.

Il principale riferimento normativo vigente in Italia e relativo alla sicurezza in ambito relativo è il decreto legislativo 81/08, altrimenti noto come “Testo Unico sulla Sicurezza“.

All’interno di esso si possono trovare articoli che definiscono con chiarezza gli obblighi in carico al datore di lavoro.

Tra questi si possono citare ad esempio:

  • Art. 15 ‐ Misure generali di tutela;
  • Art Art. 17 C.1 ‐ Obblighi del datore di lavoro non delegabili;
  • Art. 29 ‐ 3 ‐ Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi;
  • Art. 63 ‐ Requisiti di salute e di sicurezza;

i quali obbligano il datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi con la finalità di adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

In tale onere rientra anche l’evento sismico, la cui valutazione del rischio evita al datore di lavoro di incorrere in sanzioni penali o ammende.

Come si sono espresse le procure a riguardo?

L’articolo 17 in particolare prescrive al comma 1, lettera a): «La valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28».

Vale a dire l’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Proprio l’espressione “tutti i rischi” non lascia possibilità di interpretazione circa la necessità di includere anche il rischio sismico. Di questo avviso sono anche diverse procure dell’Emilia Romagna che hanno avviato delle indagini atte a verificare la responsabilità dei datori di lavoro nella circostanza degli eventi sismici che hanno determinato il crollo dei capannoni industriali e la conseguente morte di diversi operai.

L’ipotesi di reato? Omicidio, disastro e lesioni colpose.

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Adeguamento sismico in Italia

Necessità di adeguamento sismico in Italia: edifici realizzati senza progettazione antisismica.

La gravità del rischio sismico in Italia è legata a 2 fattori incisivi: sia alla pericolosità sismica del territorio italiano, sia all’elevata vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio esistente.

Basti pensare che il 60% degli edifici in Italia è stato costruito prima del 1974, ovvero prima dell’entrata in vigore delle prime norme antisismiche con l’apparato normativo costituito dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64.

Pertanto la maggioranza degli edifici esistenti è stata realizzata in assenza di regole di progettazione antisismica o secondo norme di vecchia generazione. Non sono perciò in grado di garantire gli standard di sicurezza richiesti dalle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni, attualmente definite nel decreto ministeriale 17 gennaio 2018, che dal 22 marzo 2018 sostituisce il decreto ministeriale 14 gennaio 2008.

Inoltre tutto il territorio nazionale è classificato come sismico, alla luce dell’ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003, e suddiviso in 4 zone. Solo per la zona 4 viene data facoltà alle regioni di imporre l’obbligo della progettazione antisismica.

Risultano quindi necessari degli interventi di messa in sicurezza a livello sismico.

In che modo intervenire?

Innanzitutto con interventi propri del’ingegneria sismica e mirati a risolvere le criticità della costruzioni. Possibilità offerta ad esempio dai dispositivi antisismici di connessione strutturale.

La normativa classifica gli interventi sulle costruzioni esistenti in tre categorie:

  • interventi di adeguamento, che permettono di raggiungere il livello di sicurezza di un edificio nuovo previsto dalle norme vigenti.
  • interventi di miglioramento, che incrementano il livello di sicurezza dell’edificio, ma senza raggiungere il livello di sicurezza delle nuove costruzioni
  • riparazioni o interventi locali, che comportano un miglioramento delle condizioni di sicurezza già esistenti localmente, ma senza modificare le altre parti della struttura.
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Adeguamento sismico e criticità negli ambienti lavorativi

Criticità degli ambienti lavorativi: l’importanza di un adeguamento sismico.

Spontaneamente si è portati a pensare all’evento del terremoto come ad un pericolo raro, che difficilmente potrà coinvolgere il proprio immobile con conseguenze dannose.

Questo pensiero è quanto di più sbagliato, specialmente sul territorio italiano a forte rischio sismico.

Il terremoto è infatti un pericolo reale, attualissimo, soprattutto non prevedibile, e che può comportare una serie di conseguenze che possono portare una azienda ed un datore di lavoro al fallimento.

Oltre al drammatico evento della perdita di vite umane vanno considerati infatti i possibili danni alla struttura ed agli impianti produttivi; la perdita del magazzino; il conseguente fermo di produzione; l’inevitabile perdita di clienti e della posizione di mercato.

L’ interrogativo che un imprenditore responsabile si pone è: “ La mia azienda sopravviverebbe al terremoto ?

L’importanza della consapevolezza del rischio sismico

E’ proprio rispondendo onestamente a questo interrogativo che scatta nel responsabile la volontà di acquisire maggiori informazioni circa le possibilità esistenti per tutelare il proprio patrimonio.

I tecnici Sial Safety impegnati nel progetto Sicursisma sono a disposizione delle aziende e degli enti che, attraverso l’organizzazione di seminari , convegni e docenze, vogliono contribuire a divulgare la consapevolezza del rischio sismico e promuovere la cultura del miglioramento dello stesso.

Hanno usufruito dei nostri servizi

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