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Evento sismico: perdita di appoggio travi

Perdita di appoggio travi – pilastro durante il terremoto.

Il fenomeno probabilmente più frequente che si può riscontrare su un edificio industriale prefabbricato è la perdita di appoggio e/o il ribaltamento delle capriate nei confronti degli elementi di supporto verticali, vale a dire i pilastri.

Questo fenomeno, nella maggior parte dei casi, è dovuto alla carenza (se non alla completa assenza) di dispositivi di tipo meccanico che vincolino gli spostamenti e le rotazioni dei due elementi strutturali tra loro.

Osservando i recenti sinistri (basti pensare ai capannoni sottoposti ai terremoti avvenuti in Emilia) si è potuto osservare che la trasmissione delle forze orizzontali, nel collegamento capriata-pilastro, viene spesso affidata al solo attrito dei materiali che costituiscono la capriata e il pilastro.

Durante un evento sismico si generano i più alti valori di forze nel piano orizzontale di contatto tra le capriate e i pilastri e una riduzione delle forze verticali, rendendo insufficiente il solo attrito alla trasmissione delle forze sismiche.

Come evitare il ribaltamento delle travi?

La soluzione consiste nell’applicazione di dispositivi meccanici di collegamento tra pilastro e capriata.

Ciò in modo che siano permesse nel piano della capriata le rotazioni, ma che, allo stesso tempo, siano interdetti gli spostamenti ed il ribaltamento della capriata dalla sua sede.

I tecnici Sial Safety dedicati al progetto Sicursisma hanno inoltre le competenze per dimensionare in maniera adeguata gli ancoranti necessari al fissaggio di questi dispositivi alla struttura portante.

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Criticità sismica prefabbricati industriali

Criticità sismica dei pannelli perimetrali in prefabbricati industriali

Un aspetto troppo spesso poco indagato, parlando di criticità sismica degli edifici prefabbricati ad uso industriale, riguarda il collegamento dei pannelli di chiusura perimetrali agli elementi strutturali.

Infatti i per tali elementi le connessioni generalmente predisposte non sono compatibili con gli spostamenti indotti da una eventuale sollecitazione sismica. La pericolosa conseguenza di ciò è, in caso di terremoto, il verificarsi della rottura di questi collegamenti che provoca il rovesciamento ed il crollo dei pannelli di tamponamento.

Ma come migliorare dal punto di vista sismico collegamenti tra i pannelli di facciata e i pilastri?

Miglioramento sismico dei pannelli di tamponamento

I professionisti del settore concordano nel ritenere preferibile l’adozione di dispositivi di connessione e di ritenuta anti-ribaltamento che non limitino gli spostamenti della struttura portante.

I dispositivi antisismici di connessione tra elementi strutturali brevettati da Sial Safety (brevetto N. 102016000087913) vantano questi requisiti in quanto:

  • impediscono il ribaltamento del pannello;
  • consentono la traslazione relativa tra pannello e struttura;
  • non “contrastano” in maniera rigida gli spostamenti generati dal terremoto;
  • consentono alle deformazioni di “fluire” attraverso l’edificio senza amplificare le sollecitazione in maniera distruttiva per la struttura.

I dispositivi per l’adeguamento sismico progettati e fabbricati da Sial Safety® all’interno del progetto Sicursisma rappresentano la soluzione definitiva e non invasiva.

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Dispositivi antisismici: Tipologie e tecniche d’impiego

Tipologie e tecniche d’impiego dei dispositivi antisismici.

Quando un edificio viene progettato, nella sua realizzazione bisogna tenere conto delle inevitabili forze a cui questo può essere soggetto nell’incombere in eventi sismici.

L’ingegneria civile, nello specifico l’ingegneria sismica, si pone come obbiettivo principale quello di rendere il livello di sicurezza delle strutture, in caso appunto di eventi sismici, il più alto possibile; questo risultato è ottenibile grazie anche dai dispositivi antisismici.

dispositivi antisismici

I dispositivi antisismici Sial Safety, progetto Sicursisma, ideati per l’adeguamento e il miglioramento sismico degli edifici, non contrastano in maniera rigida gli spostamenti generati dal terremoto, al contrario consentono a queste deformazioni di fluire attraverso l’edificio, ammortizzando le oscillazioni della struttura, conseguenti ai moti di carattere sussultorio e ondulatorio, e stabilizzando l’edificio.

Tali dispositivi rappresentano una soluzione definitiva e non invasiva in termini di installazione e in termini estetici.

Ora, grazie alle nuove direttive della Legge di Stabilità 2017, è possibile per il governo attingere ad un fondo stanziato appositamente per tutti quei soggetti che intendano muoversi verso la direzione dell’adeguamento sismico, il Sismabonus, garantendo agevolazioni fiscali, non solo per l’installazione di dispositivi antisismici, ma per tutto l’iter di miglioramento della costruzione.

È necessario comprendere come le onde sismiche si propagano nel terreno venendo trasmesse alla struttura, cercando di ottenere come risultato quello di proteggere la costruzione, puntando a mantenerla intatta in caso si verifichi un sisma, impiegando determinate tecniche e dispositivi antisismici a sostegno di tale volontà.

Tecniche d’impiego dei dispositivi antisismici.

Tra le tecniche impiegate possiamo individuare:

  • Precompressione; viene aumentata la resistenza dei vari elementi portanti utilizzando cemento precompresso.
  • Isolatori alla base; vengono utilizzati particolari dispositivi antisismici che rendono possibile lo stacco della struttura dal terreno, proteggendola in caso di scosse.
  • Dissipazione; dispositivi chiamati appunto dissipatori o smorzatori, che sono stati studiati per assorbire l’energia che viene trasmessa all’edificio dalle ondi sismiche.
  • Impiego di smorzatori; utilizzando dispositivi antisismici detti smorzatori a massa accordata, si osteggia la frequenza sismica, consentendo un assorbimento armonico dell’energia sismica.
  • Slosh tank; nei punti più alti dell’edificio vengono collocati dei dispositivi antisismici, composti da grandi serbatoi pieni di un liquido viscoso, che oscilla durante un terremoto ma viene rallentato da intercapedini che permettono al serbatoio di non assecondare le onde. In questo modo il periodo di risonanza dell’edificio può essere variato o addirittura contrastato.
  • Sistemi di controllo; vengono utilizzati diversi dispositivi antisismici, alcuni sono controllati elettricamente e si attivano al presentarsi di un evento sismico, altri permettono invece un controllo passivo e assorbono l’energia del sisma.
  • Possono essere fatti degli interventi ad hoc, soprattutto se si parla di infrastrutture preesistenti, in modo da incrementare la loro resistenza ai possibili eventi sismici che si possono presentare, aggiungendo dispositivi antisismici pensati per adattarsi perfettamente alla struttura in esame.


dispositivi antisismici strutture prefabbricati

I dispositivi antisismici Sial Safety®, sviluppati all’interno del progetto Sicursisma, sono brevettati e studiati per consentire l’adeguamento di edifici alle normative antisismiche e la loro funzionalità ed efficacia è attestata dall’Università degli Studi di Brescia.

In base a come si comportano al presentarsi di un evento sismico e della loro funzione nella struttura, si possono individuare tre categorie di dispositivi antisismici, più precisamente:

  • Isolatori: ne esistono di due tipologie, elastomerici o a scorrimento; la loro funzione è quella di limitare l’accelerazione trasmessa dall’energia che si propaga dal terreno alla struttura.
  • Dissipatori: come detto precedentemente, permettono di disperdere l’energia sismica.
  • Dispositivi di vincolo temporaneo: questi dispositivi entrano in funzione e cessano di agire, al presentarsi e all’interrompersi di terremoti.

Soprattutto in caso di strutture già realizzate e non correttamente adeguate, si può intervenire con particolari dispositivi antisismici adattabili alle esigenze della costruzione. Parliamo in questo caso di rinforzi strutturali, che si eseguono specialmente in caso di ampliamenti dei fabbricati, di degrado dei materiali, di variazione della destinazione d’uso o per eventi imprevedibili.

L’applicazione di speciali dispositivi consente, in quanto la forza del sisma si concentra su questi ultimi, di abbattere il danno che può essere provocato all’edificio in loro assenza, garantendone l’incolumità e salvaguardando la vita delle persone al suo interno.

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Adeguamento sismico: strategia della prevenzione.

Adeguamento sismico: strategia della prevenzione.

Tutto quello che bisogna sapere per compiere un’azione efficace di adeguamento sismico del proprio edificio.

Nonostante siano fenomeni che si ripresentano con una certa periodicità, la previsione dei terremoti è ad oggi un obiettivo ancora non raggiunto; non trovarsi impreparati a tali eventi catastrofici è quindi fondamentale per garantire l’incolumità delle vite umane e delle strutture e, a tal proposito, l’adeguamento sismico corretto diviene un fondamentale strumento preventivo.

Quando si parla di adeguamento sismico ci si riferisce a particolari adattamenti e modifiche che vengono compiute su edifici, preesistenti e non, al fine di renderli più resistenti in caso di fenomeni sismici.

Molte sono le strutture esistenti che ancora necessitano di interventi di adeguamento sismico, in quanto inadatto o, addirittura, perché progettate senza alcun rinforzo per la prevenzione anti-sismica.

È corretto affermare che nessuna costruzione sarà completamente immune alla forza delle onde sismiche, ma la loro prestazione contro di esse può essere nettamente aumentata con particolari strategie progettuali, che possono essere compiute anche successivamente la realizzazione dell’edificio.

In seguito all’introduzione di novità nelle norme antisismiche e di nuovi e particolari materiali specifici, sono state delineate concrete strategie relative ad un corretto adeguamento sismico.

Queste si differenziano dalle tecniche di riabilitazione sismica in quanto prevedono il raggiungimento di un concreto recupero dell’edificio attraverso le metodologie progettuali necessarie al raggiungimento di una strategia definita.

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Con il progetto Sicursisma di Sial Safety®,professionista nella valutazione della vulnerabilità e relativamente all’adeguamento sismico, la definizione di una corretta strategia può coincidere con l’attuazione delle tecniche di riabilitazione, in quanto si propone come unico interlocutore includendo nella sua struttura tutte le figure professionali.

Specialista del settore, Sial Safety® produce e installa direttamente i sistemi antisismici e fornisce garanzia sugli stessi; è inoltre responsabile unico dell’intero processo lavorativo, rilascia certificazione sismica, mette a disposizione dei clienti la forza e l’esperienza di un proprio team competente e specializzato.

Nella definizione di una strategia di adeguamento sismico si possono distinguere:

  • Un potenziamento globale relativo al rafforzamento della struttura;
  • una diminuzione relativa alla domanda sismica;
  • un incremento della capacità degli elementi strutturali;
  • un indebolimento selettivo di punti specifici;
  • la rimozione di connessioni rigide tra i diversi edifici.

L’attuazione di una corretta strategia anti-sismica assicura una maggiore garanzia relativa all’incolumità della vita umana e dell’edificio, portando quindi ad una maggiore funzionalità strutturale, ovvero evitando la diminuzione dell’utilità dell’immobile.

Per far sì che il proprio edificio sia isolato correttamente dal punto di vista sismico, è necessario introdurre delle discontinuità, che permettono la diminuzione della propagazione delle onde sismiche lungo lo sviluppo della struttura. Vi sono tre diverse tecniche di protezioni, che si possono raggruppare in tre macro gruppi distinti:

  • Tecniche a controllo passivo: vengono utilizzati dispositivi controllati elettronicamente che, al presentarsi di eventi sismici, si attivano ed applicano forze dinamiche opposte a quelle del sisma;
  • tecniche a controllo attivo: in questo caso ci si riferisce alla dissipazione dell’energia provocata dalle scosse sismiche; i dispositivi di controllo attivo, detti dissipatori, permettono un assorbimento dell’energia che viene trasmessa alla struttura durante un terremoto assicurandone l’incolumità;
  • tecniche a controllo misto.

Posteriormente la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, tenutasi in data 22 dicembre 2016, è stato presentato alla Commissione Europea il documento definitivo relativo alle Nuove Norme Tecniche per le costruzioni NTC 2017.

In tale scritto si determina che il livello di sicurezza di un edificio venga misurato relativamente al coefficiente ζE. Questo corrisponde al rapporto calcolato tra l’azione sismica che può essere sopportata dalla costruzione e quella massima che verrebbe utilizzata nella nuova.

Sono anche state introdotte delle limitazioni a tale coefficiente che gli edifici dovranno rispettare a seguito di un intervento di adeguamento sismico.

Si potrà ottenere:

  • ζEnon minore di 0.6 per tutti quegli edifici di classe III, finalizzati ad utilizzo scolastico, e classe IV;
  • ζEdeve essere incrementato di un valore pari almeno a 0.1 per tutti gli altri edifici di classe III e classe II;
  • ζE=1 per interventi che prevedono l’impiego di sistemi d’isolamento.

Indipendentemente dalla classe in cui rientri il proprio edificio, interventi di adeguamento sismico sono obbligatori per qualunque soggetto intenda:

  • Ampliare l’edificio esistente;
  • sopraelevare la costruzione;
  • variare la destinazione d’uso del proprio immobile, con un incremento del 10% sui carichi globali verticali;
  • procedere con interventi strutturali che rendano la costruzione diversa rispetto all’aspetto precedente;
  • modificare l’edificio che in modo da portarlo a classe III o IV.

Ogni progetto di adeguamenti sismico e il conseguente miglioramento dovrà essere riferito all’intera struttura presa in esame, così come le verifiche post intervento.

Un’adeguata valutazione del rischio, così come un corretto adeguamento sismico, costituiscono il rimedio più efficace contro il presentarsi di eventi sismici distruttivi; utilizzare tecniche antisismiche efficaci di costruzione permette di non essere impreparati in situazioni di pericolo, prevedendo ed evitando danni materiali ed umani.

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Valutazione del rischio sismico: obbligo per il datore di lavoro?

Valutazione del rischio sismico, un obbligo per il datore di lavoro.

Il principale riferimento normativo vigente in Italia e relativo alla sicurezza in ambito relativo è il decreto legislativo 81/08, altrimenti noto come “Testo Unico sulla Sicurezza“.

All’interno di esso si possono trovare articoli che definiscono con chiarezza gli obblighi in carico al datore di lavoro.

Tra questi si possono citare ad esempio:

  • Art. 15 ‐ Misure generali di tutela;
  • Art Art. 17 C.1 ‐ Obblighi del datore di lavoro non delegabili;
  • Art. 29 ‐ 3 ‐ Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi;
  • Art. 63 ‐ Requisiti di salute e di sicurezza;

i quali obbligano il datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi con la finalità di adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

In tale onere rientra anche l’evento sismico, la cui valutazione del rischio evita al datore di lavoro di incorrere in sanzioni penali o ammende.

Come si sono espresse le procure a riguardo?

L’articolo 17 in particolare prescrive al comma 1, lettera a): «La valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28».

Vale a dire l’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Proprio l’espressione “tutti i rischi” non lascia possibilità di interpretazione circa la necessità di includere anche il rischio sismico. Di questo avviso sono anche diverse procure dell’Emilia Romagna che hanno avviato delle indagini atte a verificare la responsabilità dei datori di lavoro nella circostanza degli eventi sismici che hanno determinato il crollo dei capannoni industriali e la conseguente morte di diversi operai.

L’ipotesi di reato? Omicidio, disastro e lesioni colpose.

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Adeguamento sismico in Italia

Necessità di adeguamento sismico in Italia: edifici realizzati senza progettazione antisismica.

La gravità del rischio sismico in Italia è legata a 2 fattori incisivi: sia alla pericolosità sismica del territorio italiano, sia all’elevata vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio esistente.

Basti pensare che il 60% degli edifici in Italia è stato costruito prima del 1974, ovvero prima dell’entrata in vigore delle prime norme antisismiche con l’apparato normativo costituito dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64.

Pertanto la maggioranza degli edifici esistenti è stata realizzata in assenza di regole di progettazione antisismica o secondo norme di vecchia generazione. Non sono perciò in grado di garantire gli standard di sicurezza richiesti dalle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni, attualmente definite nel decreto ministeriale 17 gennaio 2018, che dal 22 marzo 2018 sostituisce il decreto ministeriale 14 gennaio 2008.

Inoltre tutto il territorio nazionale è classificato come sismico, alla luce dell’ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003, e suddiviso in 4 zone. Solo per la zona 4 viene data facoltà alle regioni di imporre l’obbligo della progettazione antisismica.

Risultano quindi necessari degli interventi di messa in sicurezza a livello sismico.

In che modo intervenire?

Innanzitutto con interventi propri del’ingegneria sismica e mirati a risolvere le criticità della costruzioni. Possibilità offerta ad esempio dai dispositivi antisismici di connessione strutturale.

La normativa classifica gli interventi sulle costruzioni esistenti in tre categorie:

  • interventi di adeguamento, che permettono di raggiungere il livello di sicurezza di un edificio nuovo previsto dalle norme vigenti.
  • interventi di miglioramento, che incrementano il livello di sicurezza dell’edificio, ma senza raggiungere il livello di sicurezza delle nuove costruzioni
  • riparazioni o interventi locali, che comportano un miglioramento delle condizioni di sicurezza già esistenti localmente, ma senza modificare le altre parti della struttura.
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Adeguamento sismico e criticità negli ambienti lavorativi

Criticità degli ambienti lavorativi: l’importanza di un adeguamento sismico.

Spontaneamente si è portati a pensare all’evento del terremoto come ad un pericolo raro, che difficilmente potrà coinvolgere il proprio immobile con conseguenze dannose.

Questo pensiero è quanto di più sbagliato, specialmente sul territorio italiano a forte rischio sismico.

Il terremoto è infatti un pericolo reale, attualissimo, soprattutto non prevedibile, e che può comportare una serie di conseguenze che possono portare una azienda ed un datore di lavoro al fallimento.

Oltre al drammatico evento della perdita di vite umane vanno considerati infatti i possibili danni alla struttura ed agli impianti produttivi; la perdita del magazzino; il conseguente fermo di produzione; l’inevitabile perdita di clienti e della posizione di mercato.

L’ interrogativo che un imprenditore responsabile si pone è: “ La mia azienda sopravviverebbe al terremoto ?

L’importanza della consapevolezza del rischio sismico

E’ proprio rispondendo onestamente a questo interrogativo che scatta nel responsabile la volontà di acquisire maggiori informazioni circa le possibilità esistenti per tutelare il proprio patrimonio.

I tecnici Sial Safety impegnati nel progetto Sicursisma sono a disposizione delle aziende e degli enti che, attraverso l’organizzazione di seminari , convegni e docenze, vogliono contribuire a divulgare la consapevolezza del rischio sismico e promuovere la cultura del miglioramento dello stesso.

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Certificazione Sismica

Certificazione sismica con garanzia di Sial Safety®

Certificazione sismica e Sismabonus: cosa sapere e come muoversi.

In materia di certificazione sismica e della relativa normativa,la Legge di Stabilità 2017, approvata il 21 dicembre 2016, prevede che grado di sicurezza del proprio edificio venga inserito nelle linee guida per classificare del rischio sismico, al fine di salvaguardare maggiormente la vita umana, ma anche l’immobile a seguito di eventi sismici.

Secondo la definizione offerta dal decreto, la certificazione o “attestato” di classificazione sismica consiste in un documento attestante il grado di rischio sismico a cui un immobile è esposto e contiene tutte le informazioni relative alla criticità dell’edificio.

La certificazione sismica è uno strumento fondamentale, che permette di usufruiredi particolari agevolazioni fiscali, ovvero il cosiddetto Sismabonus, disposte da parte del governo per la realizzazione di interventi mirati a ridurre il rischio sismico del proprio edificio.

Tale documento prevede otto classi di rischio sismico di valore crescente, identificate da una scala che va da A+ (valore basso) fino a G (massimo valore di rischio); nella certificazione sismica la classe di appartenenza verrà in base a due parametri:

certificazione sismica

 
  • Il Parametro Economico in considerazione delle possibili perdite economiche e sociali su base annuale e definito con l’acronimo PAM (Perdita Annuale Media attesa). Nello specifico questo parametro stima il costo necessario per la riparazione dell’involucro edilizio in conseguenza del verificarsi degli eventi sismici che (statisticamente) si manifesteranno nel corso della vita dell’immobile. Questo costo viene ripartito annualmente ed è espresso in valore percentuale rispetto al costo di ricostruzione (CR) dell’involucro edilizio (ad esclusione quindi del suo contenuto). Ne consegue che tanto è più basso il valore percentuale, tanto è maggiormente virtuosa la classe di rischio PAM.


certificazione sismica sial safety

 
  • Il Parametro della Sicurezza inteso come valore della salvaguardia della vita umana . Esso è definito dal rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) che determina il raggiungimento dello Stato Limite di salvaguardia della Vita umana (SLV) e la PGA che la norma indica come prevedibile nel luogo preciso in cui si trova l’immobile e relativa ad un ipotetico nuovo edificio. Questo Indice di Sicurezza della Vita (IS-V) è parimenti espresso in valore percentuale: tanto è minore il PGA del sito rispetto al PGA che determina lo SLV, tanto è maggiormente virtuosa la classe di rischio IS-V


Per usufruire del rilasciodella certificazione sismica sarà l’azienda che dovrà farsi carico di tale attestazione, interpellando dei professionisti al fine di stimare la vulnerabilità sismica della costruzione, che verrà poi depositata presso l’Ufficio del Genio Civile competente.

Vi sarà poi una detrazione di base a tale spesa, che varia in base alla classe di rischio dell’edificio esaminato, fermo un tetto massimo detraibile di 96.000 €.

certificazione sismica e sismabonus


Per ottenere tali detrazioni è necessario che l’incaricato alla stesura della certificazione sismica attestino la classe di rischio della strutta in esame, sia nello stato di fatto che in quello posteriore all’intervento progettato.

 

Per ottenere tale certificazione sismica, ma anche tutto ciò che riguarda la progettazione degli interventi, nonché gli interventi stessi, Sial Safety®, con il progetto Sicursisma, opera come specialista in questo campo, qualificandosi come azienda professionista nella valutazione del rischio sismico delle strutture e dell’adeguamento di queste ultime alle normative antisismiche vigenti.

La certificazione sismica diviene quindi una documentazione fondamentale e l’ACS (Attestato di Classificazione Sismica) essenziale. 

Tale attestato conterrà tutte le informazioni dettagliate relative all’analisi dell’immobile, stese in maniera comprensibile anche per i non addetti ai lavori, più precisamente:
  • dati indentificativi dell’edificio;
  • dati identificativi del responsabile progetto e lavori, dell’impresa costruttrice e del collaudatore;
  • riferimenti alla pratica strutturale depositata;
  • una scheda di sintesi relativa all’indice di prestazione sismica e i parametri di calcolo.

Nonostante i fattori temporali dipendano da diverse variabili non facilmente definibili, possiamo affermare però che il rilascio della certificazione sismica;dovrebbe essere resa obbligatoria sia per edifici nuovi, che per edifici esistenti.

La validità di tale certificazione non sarà mai superiore alla vita nominale della struttura; in caso vengano emanati aggiornamenti normativi, tale validità non verrà intaccata. L’unica eventualità prevista è una verifica decennale dello stato di conservazione ed utilizzo dell’edificio, a partire dalla data di rilascio della certificazione sismica.

Riassumendo, l’iter necessario per ottenere la certificazione sismica del proprio immobile e accedere quindi alle detrazioni stabilite dalla normativa rispetto al sismabonus è il seguente:

  • Il soggetto rappresentante la proprietà dell’edificio, che intende usufruire del sismabonus, darà mandato a dei professionisti della valutazione della classe di rischio e della predisposizione progettuale dell’intervento;
  • tali specialisti incaricati, compiranno l’analisi ed individueranno la classe di rischio della costruzione, passando poi alla progettazione degli interventi necessari alla riduzione dello stesso;
  • il soggetto beneficiario procederà quindi ai pagamenti relativi agli interventi di realizzazione del progetto,a cuiseguirà il rilascio della certificazione sismica da parte del direttore dei lavori e del collaudatore statistico;
  • per la cessazione del credito seguirà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Obblighi di legge, normative antisismiche e documenti tecnici

Obblighi di legge
Il "Testo unico sulla sicurezza" art. 17, 18 e 28 specifica che il datore di lavoro ha l'obbligo di valutare tutti i potenziali rischi presenti nell'azienda, ivi compresi quelli scaturiti da evento sismico. Tali valutazioni devono essere per legge inserite nel Documento di Valutazione dei Rischi aziendali (D.V.R.)

Articolo 17 - Obblighi del datore di lavoro non delegabili  Articolo 18 - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente  Articolo 28 - Oggetto della valutazione dei rischi               

Documenti tecnici
I seguenti documenti sono di proprietà dei rispettivi enti che li hanno emanati e sono stati tratti dai siti di pubblico accesso degli stessi, ai quali chiunque può fare riferimento. Ogni eventuale aggiornamento, se non presente, può essere tratto dai medesimi siti.
progetto sicurissima di Sial Safety

Che cos’è un terremoto

Cos'è un terremoto: valutazione del rischio sismico a tutela.

  Per capire cos’è un terremoto e per non sottovalutare il rischio sismico, dobbiamo avere la consapevolezza che la superficie terrestre è sempre in movimento. Questa é simile ad un pavimento galleggiante, composto da tante “mattonelle” che si spostano lentamente scontrandosi tra loro. Queste “mattonelle” in geofisica vengono chiamati “placche tettoniche” e il loro scontro avviene in presenza di fessure chiamate “faglie”. L'enorme energia elastica che si accumula durante il movimento e lo scontro viene rilasciata pressoché istantaneamente durante un sisma. Questa energia si propaga in tutte le direzioni sotto forma di onde sismiche. Se due placche si allontanano o si scontrano tra di loro scivolando verticalmente, causano un movimento sussultorio. Se invece due placche scorrono tra di loro orizzontalmente, causano un movimento ondulatorio. Non si tratta quindi di due tipi di terremoti diversi, ma di una diversa percezione delle onde sismiche generate dal punto di rottura chiamato ipocentro.

onde sismiche

Rischio sismico: un fenomeno repentino.

Ma perché in maniera così disastrosa e repentina? Immaginiamo di comprimere gradualmente un mattone in una morsa: questo inizierà progressivamente a deformare accumulando energia elastica fino al punto in cui si spezzerà lungo la sua superficie (faglia) liberando in un attimo tutta l'energia accumulata (propagazione delle onde sismiche). Allo stesso modo le rocce si deformano lentamente in conseguenza al movimento delle placche e contemporaneamente accumulano energia elastica. Possiamo ora comprendere come il superamento del limite di elasticità per via del continuo accumulo di tensione possa portare alla frattura del corpo roccioso: ciò avviene quando si raggiunge il punto critico, il così detto carico di rottura.

carico di rottura

Le rocce si spaccano improvvisamente e in pochi secondi avviene un rilascio di energia accumulata in decine se non centinaia di anni. I terremoti possono rilasciare in pochi secondi un'energia superiore a migliaia di bombe atomiche. Il nostro paese rientra tra le zone in cui gli eventi sismici sono sono frequenti e disastrosi: la giovinezza delle nostre catene montuose e la presenza di antichi centri abitati fanno sì che i terremoti provochino sempre grandi danni e un alto numero di vittime, accompagnati spesso da altri fenomeni non trascurabili dal punto di vista della valutazione del rischio sismico, quali:  liquefazione del terreno, inondazioni, fuoriuscite di materiali pericolosi, cedimenti del terreno e incendi.

rilascio di energia

La valutazione del rischio sismico come prevenzione.

Secondo la teoria del rimbalzo elastico, i terremoti sono dei fenomeni che si ripetono periodicamente in una certa zona: è sufficiente aspettare il tempo necessario affinché la faglia si ricarichi e sprigioni nuovamente tutta l'energia. La previsione esatta di un terremoto è però ad oggi un obiettivo ancora lontano da raggiungere. Il rimedio attualmente più praticabile e saggio per prevenire i danni materiali ed umani causato dai terremoti è rappresentato dalla preventiva valutazione del rischio sismico e dalla conseguente attuazione di una protezione attiva, cioè dall'utilizzo di efficaci tecniche antisismiche di costruzione di edifici proprie dell'ingegneria sismica.

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